Slider

Menu

giovedì 14 novembre 2013

LA QUALITA' DELL'INTEGRAZIONE SCOLASTICA E SOCIALE: COSA E' EMERSO DAL CONVEGNO DI RIMINI?

lavagna CON alfabetoSi è tenuto nei giorni scorsi a Rimini il 9° Convegno Internazionale sull'integrazione organizzato dal Centro Studi Erickson,  che ha visto la partecipazione di numerosi studiosi ed operatori del settore

Si è tenuto dall'8 al 10 novembre scorso l'ormai consueto appuntamento biennale del "popolo di Rimini", con al centro i contributi scientifici, le prassi e le progettualità dedicate alla qualità dell'integrazione scolastica e sociale. L'evento, giunto ormai alla sua nona edizione, ha visto la partecipazione ed il contributo di numerosi studiosi e teorici di riferimento, la presenza di associazioni e di circa tremila docenti ed altri attori coinvolti nell'integrazione, nonché la realizzazione di oltre 80 workshop dedicati a temi specifici. I lavori del convegno si sono svolti nelle sessioni plenarie del mattino, mentre nel pomeriggio i partecipanti hanno potuto scegliere tra i vari workshop di approfondimento.

LE SESSIONI PLENARIE - Nella prima giornata, dopo l'introduzione dei lavori del convegno, da parte di R, Caldin e l'intervento di D. Ianes sui Bisogni Educativi Speciali (BES), si sono susseguiti contributi dedicati a diverse tematiche, tra cui la partecipazione democratica (L. Berlinguer), l'intelligenza dell'errore (D. Lucangeli), il ruolo dei servizi socio-sanitari (R. Nacinovich). Particolare interesse tra i partecipanti ha suscitato la riflessione di M. Prensky sull'uso intelligente della tecnologia, quale via per potenziare la mente e le sue abilità, ricercando la saggezza digitale. Non sono mancate riflessioni intorno al tema della crisi, sociale e materiale della realtà attuale (M. Recalcati e R. Iosa).

Anche nella mattinata di sabato le tematiche affrontate sono state numerose, dall'esperienza finlandese del metodo dialogico per l'inclusione (T. Arnkil) alla dialettica possibile tra regole e creatività (P. Odifreddi), dalle nuove figure di supporto alla scuola ed alle famiglie (G. Daffi) alla relazione tra ruolo ed identità nel percorso di integrazione (C. Lepri). Molto interesse vi è stato intorno al metodo analogico intuitivo di C. Bortolato, mentre sono state accolte con evidente condivisione le riflessioni di M. Veladiano sulla paura che accompagna il lavoro dei docenti negli ultimi anni, dopo la rottura del rapporto di fiducia con le famiglie, che occorre invece ristabilire. L'intervento che però ha suscitato particolare partecipazione emotiva è stato quello di G. Nicoletti, il quale, nel presentare il suo libro Una notte ho sognato che parlavi ha presentato la propria condizione di genitore di un ragazzo autistico, non tacendone la sofferenza ed anzi mostrandola spogliata dal luogo comune e dalle posizioni di circostanza: vi osservo, ha affermato l'autore, siete tanti, specializzati, ho pensato che se ognuno di voi stesse con mio figlio un giorno sarei a posto per dieci anni. Penserete che voglio liberarmene … Sì, per buona parte della giornata. Non è facile, per niente.

L'ultima giornata del convegno ha visto la riflessione di A. Canevaro sulla progettualità come reazione. L'integrazione, ha affermato lo studioso, indica un orizzonte definito, mentre l'inclusione implica un percorso, un andare oltre rispetto ad esso, spostandolo sempre. Non sono mancati interventi dedicati all'individuazione dei Disturbi Specifici dell'Apprendimento (S. Franceschi), sui rapporti tra insegnante ed allievo (M. Lodoli) e sull'inclusione sociale (G. Genta). Molto seguito è stato inoltre il dialogo tra due medici (P. Cornaglia Ferraris e G. Gazzolo), di cui uno con sindrome di Asperger. Com'ero a scuola? - si chiede G. Gazzolo - Me ne stavo nascosto in un angolo, ogni tanto avevo degli scatti di rabbia … ero timidissimo … infastidito quando il maestro scriveva usando il gesso … concentrato sui dettagli. Mi chiedo se sono in grado di comprendere globalmente le cose.

Tra i numerosi workshop, richiamiamo la tavola rotonda dedicata ai Bisogni Educativi Speciali, che ha visto, oltre alla partecipazione di diversi studiosi, anche quella di R. Ciambrone (MIUR). Il confronto è stato molto vivace e teso all'esplicitazione di alcuni aspetti interni alle recenti disposizioni ministeriali, rispetto a cui è prevista a breve una nuova circolare.

LA MOZIONE - La mozione finale del convegno, dopo aver richiamato come gli alunni disabili siano una parte della scuola e non una scuola a parte, si è concentrata su alcuni punti fondamentali: ridare fiducia alla scuola ed alla figura dell'insegnante; rispettare l'autonomia evitando politiche autoritarie; superare i conflitti nelle sedi scolastiche piuttosto che giuridiche; giungere ad una valutazione inclusiva, superando le logiche dell'INVALSI; adottare prassi che concretizzino i provvedimenti previsti per i BES non in mere ed ulteriori classificazioni ma in azioni inclusive; prevedere risorse ed investimenti per la scuola. Si chiude infine richiamando Don Milani: nonostante tutto crediamo che una diversa scuola sia possibile, non solo necessaria. Perché continuiamo a credere nell'insegnamento di Don Milani: "Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio …".