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giovedì 13 febbraio 2014

BAGNARA Campagna di adesioni per la Protezione Civile ''Gruppo Garibaldini''Volontari del Capitano Ultimo

Esportare la ''Cultura dell'Emergenza'': e' questa la parola d'ordine che l'unità di Protezione Civile - Guardie Ambientali ''Garibaldini'' di Bagnara intende perseguire avviando, in questi giorni, la campagna di adesioni per reclutare nuovi volontari. L’associazione rivolge il suo invito soprattutto a quei giovani desiderosi di voler vivere un'esperienza del tutto nuova dedicandosi totalmente al prossimo e al servizio della comunità. Le new entry dovranno frequentare un apposito corso di formazione ed un periodo di prova prima di entrare nella nuova famiglia dei Garibaldini.
''Quando un evento critico o un disastro colpiscono una comunita', e' nelle aspettative di tutti cercare nello scenario grigio la tempestiva ed operosa presenza della Protezione Civile. Sono le divise ad alta visibilità che rompono quel grigio, con quella prontezza che comporta la disponibilità e la reperibilità h24/365gg all’anno di molte persone. Il volontariato non è improvvisazione. Questo volontariato siamo noi, nella disponibilità anche del sistema regionale e nazionale”. Questo è lo slogan che nei prossimi giorni capeggerà in città per richiamare quei ragazzi e ragazze desiderosi di intraprendere questo percorso di vita.
“Chi non è volontario di Protezione Civile – comunica il segretario generale nazionale, Antonello Imbesi – difficilmente conosce quanto sia profuso l’impegno e la passione dei volontari, ma anche quanto sia inclemente e avulsa dall’autocompiacimento la valutazione finale di tutta l’esperienza che arricchisce i volontari stessi. La buona riuscita degli interventi sta nella propria capacità di coordinarsi e portarsi di fronte ad un evento critico celato fino all’ultimo, come un equipaggio autosufficiente, capace di risposte rapide, coordinate, pronto ad integrarsi o a collocarsi in ausilio al ‘sistema’ dei soccorsi, pronto a mitigare i danni e le conseguenze di un assesto imprevisto “. Ed ancora: «Abbiamo ancora negli occhi il Giappone, sopravissuto al più grande terremoto e maremoto mai accaduti e la preparazione della gente, culturalmente pronta a fronteggiare le emergenze. Fare cultura dell’emergenza è lo stesso che attrezzarci mentalmente a fare fronte efficacemente a qualsiasi avversità l’esistenza ci presenti. Non saremo soli, anche immersi in circostanze avverse, con la coesione, la comunità d’intenti, le nostre probabilità di ricostruirci saranno largamente maggiori e fattori di una "comunità resiliente” ossia capace sempre di ritrovare il sorriso”.

Francesco Iermito