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giovedì 13 febbraio 2014

BAGNARA Imu. Imbesi (M.A.O.X.&.D.D.D.) si rivolge al sindaco Zappia: ''Chiediamo riduzione Imu per le famiglie disabili''

La prevista riduzione dell'IMU solo in caso di figli fino ai 26 anni taglia fuori tutta una grossa fetta di persone disabili.
A meta' marzo, il governo ha incassato il si' della Camera a una riduzione ulteriore del 50% dell'IMU in caso di figlio disabile grave non autosufficiente. La proposta prevede, quindi, che alla gia' prevista riduzione dell'imposta in caso di figli fino ai 26 anni, si aggiunga quella relativa alla disabilita'. Si tratta pero' - qualora venisse confermata - di una agevolazione solo a meta', e le associazioni dei familiari delle persone disabili non ci stanno. Di seguito l'appello del Movimento Associazioni Operatori per la Sicurezza e Difesa Diritti Disabili Onlus – del Segretario Generale Nazionale del Movimento Antonino IMBESI che, con una lettera al Sindaco di  Bagnara Calabra, chiede che lo sconto dell’IMU sia esteso anche ai figli disabili senza distinzione d'età.  Di seguito, la lettera, che il Movimento mette a disposizione di altri famigliari di disabili per l’invio, con le dovute modifiche, ai sindaci delle proprie città. Per info: scrivere a  info@maoxseddd.org

Gentilissimo Sindaco Zappia,
come associazione, visti gli ultimi avvenimenti che hanno previsto aumenti di tasse e l’introduzione di nuove, vogliamo sottoporre alla sua attenzione una problematica non indifferente che noi e le famiglie dei nostri associati e non, ci troveremo ad affrontare oltre alle spese ingenti che già la gestione delle famiglie con figli disabili comporta.
L’IMU, la nuova imposta municipale sulla casa che da Giugno causerà un nuovo salasso nelle famiglie italiane, per noi sarà un’ulteriore dimostrazione che quando si legifera non si tiene conto di noi, famiglie disabili. Il decreto Salva Italia ha previsto uno sconto di 50 euro per ogni figlio a carico fiscale fino a 26 anni di età.
Le famiglie con figli disabili  gravi e gravissimi che avranno a loro carico i propri  figli per tutta la loro  vita  anche ben oltre i 26 anni, si trovano a non poter usufruire di questo sconto pur avendo a carico figli di 30, 40, 50 anni. Eppure per molti di loro l’acquisto della prima casa è stato un obbligo sociale non una scelta dettata da dover investire del denaro superfluo.